Famiglie Benech, Bonnet, Catasso, Varutti, Delmastro, Bombara, Marzano e Franzero
Benech
Sulle origini del cognome.
Le prime segnalazioni storiche di questo cognome nelle Valli Valdesi risalgono all’anno 1481 nel Comune di Angrogna e all’anno 1478 a Torre Pellice, allora Torre di Luserna.
Il cognome BENECH è ricompreso fra quelli delle più antiche famiglie valdesi, circa un totale di 170 nomi, e probabilmente ha le sue origini in territorio francese, in particolare nel Delfinato e/o nella Linguadoca;
Da un documento di Jean Jalla sulla “Famille Benech”:
Jean Jallà
“Il cognome ha preso le forme più diverse: Benedictus, Benedictis, Benedetto, Beneyto, Benechio, Beneychio e dopo “Il glorioso rientro” si è stabilizzato tramite gli atti redatti dai pastori in francese sotto la forma di Benech.
Benech non è altro che la forma dialettale del nome proprio Benoit; nelle Valli il più antico “nido” di questa famiglia è nel Comune di Angrogna, dove il dialetto “patois” ha la specialità di trasformare in “ch” le finali “oit”, “eit”, “euit”.
Nel Comune di Angrogna la frazione nella parte alta dello stesso, molto arretrata, di Cachet, (“recintata da palizzata”), è ritenuta il “nido”da cui la famiglia si allargò dapprima verso la Ciauviera ed in seguito, a partire dal 16° secolo verso San Giovanni.
In questo comune apparvero tre gruppi distinti:
il primo nel luogo chiamato “Les Benech”, al di sotto delle Sonagliette e dei Coustans; il secondo in località Sarret; il terzo in località Turins.
La prima segnalazione suindicata relativa all’anno 1481 si riferisce ad alcune persone alle quali il 5 febbraio, il Duca Filiberto I accordò la garanzia “volentes ab indebiti et illeciti oppressionibus preservare” (pergamena presso Archivio Stato Torino Corte) che sono: Benedicti d’Angrogne, Johannes, Martinus, et Johannes.
Nel 1539 viene menzionato Johannetus, d’Angrogna.
Nel 1549 Johanne de Benedicti, di Angrogna, figura come testimone al processo contro il Priore di San Giovanni.
Nel 1566 è trovata menzione ad Angrogna di Coleto Benedetto, a San Giovanni nel 1570.
Nel 1567 compare Pietro Beneyto, senza dubbio il maggiore dei tre fratelli Pietro, Johanneto e Martino Benedicti del 1570, sempre ad Angrogna.
Le branche seguenti, per le quali non si è potuto risalire oltre il 1574, non appaiono collegate con quelle già segnalate:
George, morto prima del 1612, ebbe un figlio Paul, che si ritrova stabilito a San Giovanni dal 1578, e almeno da 1621 a Sarrettazzo; egli ebbe due figli, Daniel e Jean, e una Figlia, Catherine, “moglie d’avvenire” di Daniel Turin, al quale il suo padrino assegna come dote “sei gricie”. Il loro nonno era probabilmente il Georges vivente nel 1575, morto prima del 1673, padre di Paul, vivente nel 1629, e di Laurent. Ambedue nel 1574 erano in credito verso il Comune di Luserna per aver lavorato al forte di Mirabouc.
Nel 1575 dopo la resa di Pinerolo da parte di Enrico III a Emanuele Filiberto, “Giorgio Benedeto, con molti altri, ha vacato 7 giorni a Pinerolo a dessender da quel castello la artiglieria regia e munitioni et altre cose d’ordine di S.A.”
Decreto di salvaguardia del 1481 emesso da Filiberto I°
Sulle famiglie e sulle persone.
Le informazioni certe sui fatti accaduti alle persone, battesimi – matrimomi – morti, prima del 1690, a causa delle vicende legate all’esilio, sono molto scarse, in quanto la documentazione conservata dalle Chiese è andata completamente distrutta durante le persecuzioni.
Le ipotesi che sono state fatte, anche utilizzando atti notarili sopravissuti ed altre fonti, riconducono la famiglia Benech verso la fine del 1400 e/o inizio del 1500 a:
Gioanne, nacque all’inizio del 1500, viveva con la sua famiglia in una frazione del Comune di Angrogna denominata Cachet; generò tre figli: Pietro, Martino, Gioanetto;
da Gioanetto e sua moglie nacque Gioanni, attorno al 1580, si sposò con Marguerite Stallé e nacquero: Maria, Giovanni, Pietro, Catterina, Gioanna e Daniel, tutti nei primi decenni del 1600.
Scendendo nella discendenza di Giovanni, tramite Pietro, poi Laurent sposato con Marie Bastie, poi Bartelemi sposato con Anna Benech, poi Daniel sposato con Marguerite Frache, poi Bartelemi sposato con Marguerite Malan, poi Jean Daniel, nato a Torre Pellice, sposato con Susanne Bertin-Passel, poi Bartelemi Daniel, nato nel 1803 a San Giovanni, sposato con Marie Madeleine Jourdan di Villar Pellice, si giunge a:
Jean Pierre Bartelemi, nato nel 1842 a Torre Pellice, sposato con Marie Avondet di Inverso Porte; ebbero 10 figli: Madeleine Julie Georgette, nata nel 1868 a Villasecca, sposata ad Iglesias con Onorato Martino Giovanni Fini; Michele Bartolomeo, nato nel 1868 a Livorno, sposato a Iglesias con Nicoletta Agnese Lucia Maria Melisi, ebbero i seguenti figli: Irma Anna Maria, Angelo Gaetano, Tosca Amelia Maria, Egidio Beniamino, Otello Filiberto Lodovico; Paola, nata nel 1873 a Venezia, sposata con Jacques Jean David Malan nato a Marsiglia; Carola Marta Isola, nata nel 1871 a Livorno, sposata con Alfonso Lotti; Susanne Marie, nata nel 1869 a Torre Pellice, sposata con Giovanni Giacomo Avondet; Clotilde, nata nel 1877 a Iglesias; Francesca, nata nel 1879 a Iglesias; Maria Annunziata, nata nel 1895 a Iglesias; Giuseppina, nata nel 1874 a Iglesias, sposata con Roberto Muller; Augusto Bartolomeo, nato nel 1896 a Iglesias.
Jean Pierre Bartelemi, maestro elementare, dapprima svolse l’attività di istitutore privato in diverse città italiane, Torre Pellice, Venezia, Livorno, per giungere poi ad Iglesias, dove a decorrere dal 1870 circa, ricoprì, presso la Marganai Forest and Mining, miniera di proprietà inglese, l’incarico di direttore e uomo di fiducia della stessa proprietà. Ritornò nel 1919 a Torre Pellice con alcuni figli avuti dalla seconda moglie Susette Avondet, dove visse alcuni anni in Piazza Muston e dove morì il 5/12/1923.
Alcuni dei suoi pronipoti ancora oggi vivono in Sardegna ad Iglesias, Cagliari e Sassari.
I drammi delle persecuzioni del XVI e XVII secolo, culminati nelle “Pasque Piemontesi” dell’aprile 1655, hanno offuscato i ricordi.
Nel libro “L’Israel des Alpes” di Alexis Muston, nel racconto delle battaglie avvenute nei mesi successivi alla Pasqua del 1655, si ricorda un Benech, Capitano di una delle quattro Compagnie della Milizia Valdese, che, insieme agli altri Capitani Janavel, Jahier e Laurens, partecipò a diverse azioni di guerra contro le truppe ducali.
Questo Capitano potrebbe essere il nostro Daniel.
Daniel fu il padre di Etienne, nato nel 1644, sposato con Marie Bonnet e deceduto nel 1718, fu Capitano della Milizia Valdese; esule nel 1686, risulta a Moudon il 16/2/1687 destinato a Berna, è a Schaffausen nel 10/1688; ebbe anche un’altra moglie non identificata. I loro figli furono 12: Jean, Daniel, Jean, Jeanne, Marie, Pierre, Bartelemi, Pierre, Susanne, Paul e quindi Etienne.
Etienne nacque nel 1695, fu Anziano della Chiesa di Angrogna, morì nel 1780; sposò Marguerite Cattre, nata nel 1700 e morta nel 1783. Ebbero 10 figli: Marie, Marguerite, Guillaume, Bartelemi, Paul, Jeanne, Jean, Anne, Marguerite ed Etienne.
Non ho individuato ancora con precisione dove vivessero nel Comune di Angrogna dopo il rientro dall’esilio; potrebbe essere la frazione “Ai Benech” oppure “Brueras” o altre.
Etienne, terzo consecutivo con questo nome, nacque nel 1726 e morì prima del 1796; sposò Susanne Gonin nel 1748 e nel 1765 Marie Lantaret, nativa di San Giovanni.
Ebbero 9 figli: Etienne, Susanne, Marie, Marguerite, Jean Pierre, Etienne, Susanne, Marguerite, Marguerite, suddivisi fra i due matrimoni.
Jean Pierrenacque nel 1767, morì prima del 1832, sposò Marie Bonnet, una seconda Marie Bonnet, proveniente dalla frazione Revellera, nata nel 1781, morta nel 1863. Ebbero 6 figli: Constance, Madeleine, Susanne, Marie Marguerite, Jean Etienne e Jean Bartelemi. Vissero nel comune di Angrogna, nella frazione Brueras con il lavoro di contadini.
Jean Etienne nacque nel 1806, morì nel 1881 alla frazione Brueras, dove visse con la sua famiglia, sposò nel 1831 Susanne Catherine Bianqui, nata nel 1810 a San Giovanni. Ebbero 5 figli: Etienne, Jean Pierre Bartelemi, Marie Madeleine, Jean Paul e Bartelemi.
Il primogenito Etienne, nato nel 1832, soldato nel Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, prese parte alla guerra di Crimea con il contingente sabaudo; morì nell’Ospedale per i soldati italiani di Jeni Koi di febbre tifoidea nel 1856. (La Guerra di Crimea)
Barteleminacque nel 1841 nella frazione Malan, morì nel 1922 sempre nel comune; sposò nel 1868 a San Giovanni Susanne Malan, nata nel 1846 a San Giovanni e morta nel 1923. Vissero in luoghi diversi anche fuori del comune per lo svolgimento di lavori agricoli stagionali, poi rientrarono nella frazione Brueras. Ebbero 4 figli: Bartelemi e Susanne, gemelli, nati nel 1876, Catherine eJean Pierre, il primogenito, mio nonno. Bartelemi partecipò come bersagliere alla Guerra d’Indipendenza contro l’Austria nel 1866.
A questo punto è opportuno un commento sulle condizioni di vita di questa famiglia, ma allo stesso modo di tutte le famiglie valdesi che sono vissute in queste valli; tratto dagli appunti di Robert Walter Stewart dopo la sua visita alle valli del 1844:
“…ogni viaggiatore che li visita torna con l’impressione che essi non solo hanno il cuore spezzato, ma sono anche terribilmente poveri. Se non fosse per i provvedimenti che Dio ha generosamente preso per il loro sostentamento, con i frutti di noci e castagni che crescono in grande abbondanza nel loro territorio, sarebbe impossibile per loro mantenersi in vita. Il loro cibo è del tipo più povero, la carne è un piatto prelibato, sconosciuto sulle tavole dei montanari; castagne arrostite, patate e pane nero del tipo più scadente, con un pò di vino aspro, prodotto dalle loro vigne, e olio estratto dalle noci, sono il loro cibo frugale durante l’inverno. Il contadino condisce la sua insalata ed alimenta la sua lampada con lo stesso tipo di olio. Durante i cinque mesi estivi risiedono in chalets, casolari più in alto sulle Alpi, per far pascolare il bestiame;……………Nulla, forse, rivela la loro povertà più chiaramente del modo in cui essi passano le lunghe e tetre serate invernali. Il combustibile è un articolo troppo costoso da consumare se non per cucinare; ma per sopperire alla mancanza di un allegro fuoco, l’intera famiglia si riunisce durante l’inverno nella stalla e vive con il bestiame, dove la temperatura si mantiene costante per il loro fiato………………..due, tre, a volte quattro famiglie vicine, a turno, si riuniscono tutte in una stalla per trascorrere le serate invernali, e così una lampada basta per l’intero gruppo……………”
Jean Pierrenacque nel 1871 nella frazione Muston di San Giovanni, in casa di Caroline Vola vedova del generale Beckwith, dove presumibilmente in quel momento svolgevano l’attività agricola; morì nel 1960 nella frazione Cartera di San Giovanni, ospite di una nipote. Sposò nel dicembre 1898 Marie Bonnet (la terza con questo nome fra i miei ascendenti diretti) nata nel 1871 alla frazione Revellera e morta alla frazione Brueras nel 1942. Abitarono per gran parte della loro vita nella cascina in Angrogna, Frazione Brueras.
Non prestò il servizio militare in quanto alla visita di leva venne dichiarato rivedibile e poi riformato.
Ebbero 5 figli: Alberto, Eli, Maria Ernestina, Luigi, Luigi. Il primo Luigi morì nel 1906 dopo due giorni dalla nascita. Alberto, nato nel 1899, rimase scapolo per tutta la vita, fece il contadino e morì alla frazione Brueras. Maria Ernestina, nata nel 1901, sposò nel 1924 Giovanni Luigi Gamba ed ebbe due figli Ada e Delio; morì nel 1942.
Eli, nato nel 1903, nel 1927 emigrò in Argentina, nella Provincia di Cordoba a Rio Primero, assieme al marito della sorella. Non dettero mai loro notizie; ad oggi non è emersa alcuna informazione, al di fuori dei riferimenti relativi al viaggio per mare, con imbarco a Genova sulla nave Florida e sbarco a Buenos Aires in data 8 giugno 1927.
Eli Benech
Luigi, mio padre, nacque nel 1909; morì presso l’Ospedale Evangelico Valdese di Torre Pellice nel 2001; sposò nel 1935 presso la Chiesa cattolica di San Martino di Torre Pellice, Giuseppina Catasso nata a Coseano (Udine) nel 1909; mia madre morì nel 1994 a Torre Pellice presso l’Ospedale Evangelico Valdese. Dal matrimonio nacque il sottoscritto Giancarlo, nel 1949 a Luserna San Giovanni. Abitarono a Luserna S.G. in via Angrogna, poi a Torre Pellice in via xx settembre, 31, infine nuovamente a Luserna San Giovanni in via T.Fuhrmann poi diventata via Bric Boucie 6.
Giancarlo sposò nel 1975 Maria Vittoria Delmastro e nacquero 2 figli: Roberto e Claudio.
Mio padre iniziò aiutando i genitori nel lavoro agricolo, ma presto le aspettative di quei tempi di migliorare la propria posizione, lo spinsero a lasciare la Frazione Brueras di Angrogna. Prestò il servizio militare nel 3° Reggimento Alpini, brigata di Pinerolo, con l’incarico di attendente, fu congedato nel 1931. Per un breve periodo svolse l’attività di cameriere presso un Hotel ristorante di Genova, poi per alcuni decenni lavorò come operaio presso la Manifattura Mazzonis di Torre Pellice, fino alla chiusura della stessa negli anni ’70. Era naturale, in quegli anni, che gran parte della locale popolazione trovasse lavoro presso una delle diverse unità lavorative della Mazzonis: a Pralafera, al Ciambone nella tessitura, oppure alla Stamperia di Torre Pellice.
Per informazioni particolari ed ulteriori sulle persone sopra citate consulta L’ALBERO.